
(foto da internet)
Una volta era l’epoca più cara dell’anno, stagione in cui, per i negozianti, i guadagni erano sicuri. Adesso… le cose sono un po' cambiate...
Così Novembre gioca d'anticipo: dopo le luci natalizie anche le vendite promozionali bruciano sul tempo i classici saldi, nel tentativo di dare una spinta a quello che già si prospetta come il Natale della crisi. Sulle vetrine dei negozi fioccano cartelli di vendite al ribasso, con sconti che variano dal 20% in su.
Il Belpaese si distingue, perché, com'era da aspettarsi, qui manca una regolamentazione che metta ordine in quest'anarchia di offerte: ognuno fa come gli pare!!! E se un negoziante non si adegua dovrà pagarne le conseguenze!!!
Ma, se credete che questo possa interessare solo i negozi di beni superflui, sbagliate!!!.

(foto da internet)
Perché la crisi comincia a toccare anche i negozi di alimentari, impensabile fino a poco tempo fa, soprattutto in questo periodo dell’anno, con tutte quelle
delikatessen in agguato che tentano sia lo stomaco che il portafoglio.
La catena
LIDL ha lanciato un antidoto contro la crisi:
“Un minuto di spesa gratis". La ragione ufficiale, però, è stata l'apertura del 500esimo punto vendita in Italia, anche se il comunicato con cui si è indetto il concorso sottolinea che
Lidl, da sempre, è in prima linea per fornire una risposta concreta al problema del caro vita con una politica commerciale basata sull'offerta di prodotti e servizi
low cost .

(foto da internet)
Si è trattato di un vero e proprio concorso che ha visto premiati 500 vincitori estratti a sorte. L'unico requisito, la velocità, per correre all'impazzata tra le corsie del supermercato, fare razzia di prodotti e riempire il carrello della spesa il più possibile e alla velocità della luce.
E, com’era da scommettere, in tempi di crisi anche gli italiani, pigroni, hanno riacquistato le
forze pur di vedere piena la propria dispensa, a costo zero.
Ma, mentre i commerci in Italia sono invasi dalle “promozioni autunnali", il premier si illude, invoca l’
ottimismo, e fa fatica ad ammettere che queste iniziative fuori stagione sono legate al crollo dei consumi. Non sarebbe mica vergognoso ammettere che è tutta colpa della crisi?